Alice  |  Tin.it  |  Foto album |  Disco remoto |  Community 
porta e'jusu Un po' di storia 'pacchiana', costume tipico del luogo
   
   

 

       
    home page
       
    un po' di storia
       
    itinerario di visita
       
    sutt'u chiuppo
       
    scorci
       
    avvenimenti
       
    dove
       
    a pacchiana
       
    lo sapevi che...
       
    nei dintorni
       
    contattaci

 

 
  Le origini  
 
L'etimo di Petrizzi è incerto, ma molto probabilmente deriva dal latino "petra" per indicare la ricchezza di pietre nel territorio. In effetti, visto da lontano sembra aggrappato alla pietra, elemento di primaria importanza nella cultura del luogo testimoniata dai numerosi capolavori di scalpellini locali.
la fortezza tra i fichi d'india Le sue origini vanno ricercate durante le invasioni turche. Gli Aghlabiti, spinti da Eufemio da Messina ribelle all'impero di Bisanzio, iniziarono la conquista della Sicilia nel 827 causando le migrazioni dei monaci basiliani (seguaci di San Basilio da Cesarea) verso le coste calabre dove si insediarono costruendo cenobi.

Dalle sedi siciliane effettuarono incursioni nell'Italia meridionale occupando temporaneamente alcune località. Quando le invasioni divennero più frequenti, le popolazioni residenti sulle coste seguirono i monaci sulle colline, più sicure.

Questa tesi è avvalorata dalla presenza di resti di una piccolissima chiesetta nella località "Pietà" e dalla posizione strategica in cui sorge Petrizzi.
Le popolazioni, infatti, si stabilirono nella zona di Santa Caterina che dominava tutta la vallata del Beltrame, la pianura dell'Ancinale ed il Mare Ionio. Inoltre l'antico paese era cinto da mura difensive, purtroppo non giunte fino a noi, ne è testimonianza l'ancora esistente "porta marina" detta comunemente "a porta e jusu", unico elemento superstite della struttura erta a difesa dalle invasioni saracene.
porta d'accesso a sud, detta "'e jusu"
Dai Normanni agli Aragonesi

Col passare dei secoli e delle dominazioni straniere (Normanni e Angioini), Petrizzi fu inserito nella Contea di Squillace e contò molti feudatari, familiari e conti vicini a personaggi storici illustri come Tancredi d'Altavilla e Carlo d'Angiò.

Con la conquista del regno da parte degli Aragonesi, Petrizzi, che nel frattempo aveva visto una crescita demografica ed economica, divenne autonomo passando da Casale a Baronia. Nonostante ciò fu compreso tra le terre del Principato di Squillace dato in dote alla figlia di Alfonso II, Sancia d'Aragona che andava sposa a Goffredo Borgia, fratello di Valentino e Lucrezia Borgia.

facciata ovest del palazzo ducale

Questi, per problemi finanziari, furono costretti a vendere alcuni dei loro possedimenti tra cui Petrizzi, che vide il susseguirsi in pochi anni, dal 1602 al 1629, di ben sei diversi feudatari.

 

I Marincola

Nel 1629 Petrizzi fu venduta a Salvatore Marincola di Aragona, e da quell'anno restò feudo a detta famiglia fino al 1806, anno in cui fu abolito il feudalesimo.

 

I Marincola (maris incola= abitante del mare) fecero di Petrizzi la loro residenza abituale. Quando nel 1642 il Re Filippo IV diede il titolo di duca a S. Marincola per i servizi prestati alla casa reale, Petrizzi divenne il tredicesimo Ducato nelle Calabrie.

La costruzione del Palazzo Ducale risale alla fine del sec. XVI. La struttura arrivata fino a noi, non è che una piccola parte della maestosa costruzione originale. Infatti, negli atti di cessione era indicata come fortezza e se si osservano le strutture murarie, ormai ridotte a ruderi, ci si rende conto della maestosità che potesse assumere (si pensa dovesse occupare circa 14.000 mq di superficie).

Oggi, purtroppo, l'unico elemento originale che si può ammirare è il portale d'ingresso in pietra, sul quale una lapide in latino ricorda il restauro del palazzo effettuato nel 1705 dal III duca, Antonio Marincola.

 

 
     
   
 © 1 9 9 9- 2 0 0 3          a d r i a n o    c.