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| MARSFRIENDS, GLI AMICI DI MARTE | ||||
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IL "MANIFESTO" DEI MARSFRIENDS. "Tra me ed il Pianeta Rosso cominciò tutto una notte d'estate del 1930. Immaginate un bambino di quasi nove anni che, seduto sulla soglia spalancata di una notte estiva, sparpaglia attorno a sé la sua raccolta di fumetti di Buck Rogers, con Buck e Wilma sul Pianeta Rosso. Il ragazzo raccoglie e legge un altro capitolo degli Dei di Marte di Edgar Rice Burroughs. Forse non sul pavimento ma, lì attorno, ci sono fotografie di quel mondo misterioso scattate dall’Osservatorio Lowell. Lasciandosi questi tesori alle spalle il ragazzo affretta il passo e attraversa lo spiazzo erboso davanti a sé per scrutare il cielo notturno dell'Illinois. L'oscurità è illuminata da un ardente fuoco rosso. Dopo un lungo istante il ragazzo solleva in alto le braccia, le piccole mani tese verso quel punto riverberante di luce purpurea. Ora spalanca gli occhi e le labbra muovono silenziose parole pronunciate in un sussurro. «Marte. Oh Marte, portami a casa!» E dal suo corpo, l'anima scivola via silenziosa per navigare dolcemente verso Marte e non tornare più. Chi era quello strano e curioso ragazzino fermo nella distesa notturna di quel vuoto 1930? Potreste essere voi, posso essere io. Sì, io Raymond Bradbury, nato il 22 agosto del 1920 a Waukenag, Illinois, destinato a viaggiare su Marte e da quella notte non tornare più. Perché mi interesso tanto a Marte e perché penso che tutti dovremmo interessarcene? Qualcuno sostiene che con tutti i problemi che abbiamo ancora da risolvere qui sulla Terra non si capisce per quale motivo dovremmo sentirci attratti da un altro pianeta, magari con problemi anche più grandi del nostro. Ma io non sono d'accordo. Fui costretto a questa riflessione quando lavoravo ad un programma astronomico del planetario di Smithsonian. Mi fu obiettato dagli astronomi che il periodo in cui, in teoria, sarebbe avvenuto il Big Bang risaliva a dodici miliardi di anni fa e non dieci, come io sostenevo. «Dodici? Bene, provatelo», dissi. E questo rovinò irrimediabilmente la nostra creativa collaborazione, perché restava il fatto che non potevano provarlo. Fu allora che cominciai a pensare al Cosmo, all'Universo e pervenni alla mia personale sgangherata teoria che forse l' Universo non è mai stato creato, è sempre stato qui e qui rimarrà per sempre. Impossibile, eppure, siamo qui, miracolo e impossibilità. La mia nozione è valida quanto la loro. Nessuna delle due può essere provata. Quanto più potente è la nostra visione telescopica dell'Universo tanto più esso diventa immenso. Non ci sono lati, non c'è circonferenza. Ora, mi dico, come diavolo può un solo minuscolo Big Bang creare un Cosmo vasto milioni e milioni di anni luce? Non può averlo fatto, quindi il nostro ambiente è qui miracolosamente da sempre. Non dovete pensarci, o ci perderete la testa. Ora, come si collega tutto questo al perché occuparci di Marte? Uno dei personaggi di Bernard Shaw nella sua opera Don Giovanni all'inferno, diceva di sentirsi spinto a diventare qualcosa. Come membro della razza umana sembra trovarsi sulla strada verso un traguardo impossibile. Non sa quale sia questo traguardo, ma sa che deve andare, cercare, che deve trovare se stesso. Il suo destino è nei suoi geni. Non può ignorare questa chiamata, questo “mandato di apparizione” più di quanto potrebbe ignorare il battito del suo cuore. Per cui egli è già con l'uomo che si prepara a diventare, più di quanto non si riconosca nell' uomo che è adesso. Non Superman ma, una creatura con un superbo destino. Nessuno riesce a sfuggire a domande del tipo, che senso ha tutto questo? Se Dio non esiste, come taluni dicono, perché siamo qui? Perché siamo stati creati, per funzionare come? Il problema risiede in parte nella nostra visione antropomorfica di Dio che sminuisce l'aspetto della Creazione. Non appena dite Lui o Egli mettete la creazione in una scatola per fiammiferi e archiviate Esso, Lui, o Egli dentro uno scaffale. L'Universo è certamente grande abbastanza per non dover essere così male classificato. Esso "pensa", per questo noi siamo. Il Cosmo ha bisogno di noi. Non può esistere senza un'audience. Perché disturbarsi ad avere un teatro se non c'è il pubblico? Perché mettere su uno spettacolo se non c’e’ nessuno che compra il biglietto? Perché dare un grande concerto se nessuno viene a sentirlo? Ridicolo. Riempiamo il vuoto con l'attenzione. Noi vediamo, sentiamo, tocchiamo, conosciamo, quindi l'Universo esiste. E' il vecchio detto che ritorna; se un albero cade nella foresta e nessuno è li a vedere o sentire che accade, accade? Sì, no, forse. L'Universo chiede i nostri occhi, le nostre orecchie, le nostre mani, per vedere, sentire toccare e poi chiede la nostra bocca per raccontarne le meraviglie. Dunque, perché Marte? Perché Marte è la stazione intermedia nel nostro viaggio verso la grandezza che abita in noi, verso una immortalità possibile. Parole grosse perché possano sfuggire alla derisione di qualcuno. Pazienza, noi saremo comunque in viaggio, perché siamo rappresentanti della Forza Vitale. La nostra genetica nascosta si spinge sempre più su, in alto e fuori. Non possiamo resistere all'impulso di mettere piede su Marte, così come è avvenuto per la Luna. E quando arriveremo lassù, cosa diremo al misterioso Universo che ci ha generato? « Eccoci, siamo qui! Guarda, abbiamo gettato il nostro seme ad un vento taciturno, in un luogo deserto che renderemo meno triste. Ci riposeremo ora?». Al che la risposta del Cosmo può solo essere, NO! Non ci può essere riposo, ma cammino, sempre. Poiché riposare significa fermarsi, e fermarsi potrebbe voler dire un salto indietro nella polvere. E' un viaggio millenario. Insonni all'alba, alzarsi e partire. L'ignoto Spazio celeste chiama urlando il suo desiderio di essere conosciuto. Noi siamo i delegati alla conoscenza, il cui obiettivo è testimoniare e celebrare. Il Cosmo cresce rigoglioso attraverso noi. Le morte reliquie del tempo planetario sono riportate alla vita perché noi si possa dire che è così. Noi, poveri vermiciattoli, abbiamo sognato un bozzolo metallico di fuoco e cristallo avanzando come pallide falene e quindi come deliziose farfalle per attraversare lo spazio e annullare il Tempo. La nostra mente razionale se ne stupisce, la nostra mente segreta lo sa. Conosce e parla. La ascolti e dice “vai!” Come possiamo ignorare ciò che udiamo giungere dalle caverne e dire in un sussurro «resta» ed invece ascoltare le stelle, che dicono «vieni». Abbiamo avuto il dono della Vita ma abbiamo dimenticato di dire Grazie. Forse perché siamo confusi su chi o cosa ringraziare. Sappiamo di dover rendere grazie ma non riusciamo a trovare nulla che possa contenere la nostra gratitudine. Siamo presi nel mezzo, lontani dalla protezione di un guscio, incerti su quel che ci attende. Troppo vicini alle caverne, troppo lontani dalle stelle. Ma alla fine dico, va bene. Ed improvvisamente mi sento un mito greco rinato per portare vita tra chi non crede. Va bene, dico ancora. Guardo nuovamente a Marte e riascolto, vivido nel cuore, il mormorio di quel ragazzino.
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Il 4 ottobre si parlerà di "Marte: pianeta vivo,
prossima meta", il 5 sarà protagonista il turismo spaziale.
Rubbia, Guidoni e uomini Nasa a ottobre sul Titano. Definito il programma della due giorni di convention
internazionale organizzata da Marsfriends e Asi in collaborazione con la
Segreteria di Stato per il Turismo della Repubblica di San Marino 23 luglio 2002 - Definito il programma della due giorni di convention programmata per i prossimi 4 e 5 ottobre nella Repubblica di San Marino. Un convegno organizzato da MarsFriends.com in collaborazione con l'Agenzia Spaziale Italina e con il patrocinio della Segreteria di Stato per il Turismo della stessa Repubblica di San Marino. Come previsto, molti i nomi illustri che daranno vita al confronto internazionale che verterà su due argomenti: nella prima giornata il filo trainante della discussione sarà "Marte, pianeta vivo, prossima meta" e registrerà, dopo l'intervento introduttivo del Professor Giovanni Francesco Bignami, Direttore dell'Area Ricerca Scientifica dell'Agenzia Spaziale Italiana, le relazioni di prestigiosi ospiti come, ad esempio, il Professor Carlo Rubbia, insignito del Premio Nobel e padre del Progetto 242, l'innovativo propulsore che l'Asi sta sviluppando con il fne di equipaggiarvi navette spaziali idonee ai lunghi viaggi interplanetari di equipaggi umani. Sarà invece il turismo spaziale, con tutte le sue intrinseche prospettive economiche e sociali, il tema trainante il confronto del secondo giorno. Una giornata che sarà accesa dall'astronauta italiano Umberto Guidoni, prmo italiano a mettere piede dentro la stazione spaziale internazionale. La convention sarà aperta al pubblico e l'ingresso in sala sarà gratuito. L'organizzazione, però, per riservare il necessario spazio agli organi di informazione e per garantire l'indispensabile ordine imposto dalla diretta televisiva (il convegno verrà trasmesso, oltre che in versione integrale attraverso il web daun grande network satellitare e coperto nei suoi momenti salienti da una rete nazionale italiana) ha disposto la limitazione a 800 dei posti in platea. Petanto, per assistere ai lavori sarà necessario prenotare e verificare la disponibilità. A tal fine le prenotazioni sono già aperte e, oggi, i posti ancora disponibili sono circa 320. Per prenotare o per chiedere ulteriori informazioni è possibile inviare una e-mail a info@marsfriends.com, specificando nome, cognome e città di provenienza. oltre, ovviamente ai posti richiesti. Ecco, comunque, il programma del convegno. Un programma che, spiegano gli organizzatori è ancora provvisorio e destnato ad arricchirsi ulteriormente nelle prossime settimane.
4 ottobre - Marte: pianeta vivo, prossima meta Prof. Giovanni Francesco Bignami / Direttore Area Ricerca Scientifica Agenzia Spaziale Italiana (Introduzione) Prof. Carlo Rubbia / ENEA (progetto 242) Prof. Angioletta Coradini / CNR (esplorazione di Marte) Prof. Alberto Ongaro / ESA-Estec-Olanda (progetto Aurora - esplorazione sistema solare con componente del volo umano) Prof. Simona Di Pippo / ASI (nuove iniziative ASI per esplorazione spaziale) Prof. Richard Bonnet / CNRS-Parigi, consulente del DG Esa
5 ottobre - Marte: pianeta vivo, prossima meta Prof.Giovanni Lorenzoni / ASI (Responsabile Stazione Spaziale Internazionale) Prof. Luigi Riparo / ASI Prof. Giovanni Rossetto / ASI Dott. Umberto Guidoni / Astronauta ASI Prof. Paolo Fiorini / Università di Verona, J.P.L. NASA Ing. Roberto Somma / Vice President Alenia Spazio Neville Marzwell / J.P.L. NASA
Inoltre, ai lavori di questa seconda giornata saranno presenti rappresentanti delle maggiori compagnie di bandiera internazionali, e le principali agenzie che offrono il pacchetto “Viaggio Spaziale”. |
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