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James Senese Web Portal
Intervista a cuore "aperto"
Si rigira piacevolmente tra le mani il mio vecchio LP, datato 1968, firmato “The Showmen”, uno dei gruppi più validi di rhythm & blues italiani di quegli anni, artefice di una memorabile infuocata versione di “Un’ora sola ti vorrei”. I ricordi si affollano alla memoria mentre passa in rassegna ogni volto. Li hai più rivisti? Elio formò il gruppo degli “Osanna” mentre Franco Del Prete ed io fondammo “Napoli Centrale”, Luciano (Maglioccola n.d.r.) non fa più attività da quando si è sciolto il gruppo, il bassista (Giuseppe Botta) lavora in un’orchestra napoletana. Oggi Elio svolge un’altra attività proprio”. E l’indimenticabile Mario Musella, che ci ha lasciati venticinque anni fa. Gia! Quando è che ti incontrasti con Mario e con gli altri? Mario ed io abitavamo nello stesso quartiere. Ci siamo conosciuti per un fatto naturale perché entrambi eravamo figli di americani ed abbiamo fatto amicizia. Gli altri sono stati una mia scoperta. Sai come si fa nell’ambiente, si domanda ad uno, si domanda ad un altro: quello è bravo, quell’altro è bravo, vai da quello lì… Di chi fu l’idea di lanciare la cover di “Un’ora sola ti vorrei”? Del direttore della RCA di Roma, Vito Tommaso. Abbiamo fatto il primo 45 giri, che non ebbe molto successo, dal titolo “Credi, credi in me”. Egli ci sentì, siccome eravamo molto forti propose: «Facciamo questo tentativo perché io penso che il gruppo uscirà con questo vecchio brano».
La adattaste voi? No, era lui che ci
metteva sulla strada giusta facendo arrangiamenti e tutto. La presentammo al
Cantagiro. Vincemmo tutte le 50 tappe, fu un successo terribile. Perché poi vi
scioglieste? E’ semplice. Nel gruppo c’era Elio D’Anna col quale nessuno
andava d’accordo. Decidemmo tutti quanti di mandarlo via. Il problema fu che
quando andammo su dall’avvocato, Mario, dopo che noi avevamo detto : Elio va
fuori dal gruppo, disse: «Me ne vado anch’io». Non ce lo aspettavamo. Fu una
grossa mazzata. A quel punto decidemmo di continuare ancora con “Showmen 2”
ma poi cambiammo definitivamente strada. Io fondai Napoli Centrale. C’è
voluto un grosso coraggio. Secondo te perché Mario se n’è andò? Perché non
era un uomo di gruppo. A lui hanno messo in testa che doveva fare il cantante
solista. Ma Mario non aveva questa grande personalità e finì per farsi
travolgere…’o ssaje, …no? E’ nemici! Questo è un mestiere molto
difficile, lui non si è mosso come si doveva muovere ed è caduto tutto un
pezzo.
Mario non aveva questa grande personalità e finì per farsi travolgere
Da che era un grosso cantante è diventato uno che poi la gente se ne fregava
veramente. Il problema fu (lì penso che Mario se la prese molto) che Elio
D’Anna ebbe successo, funzionò! Napoli Centrale fece la stessa cosa. Lui si
trovò da solo ma non poteva più tornare indietro perché ci aveva messi con le
spalle al muro. Siamo comunque d’accordo che la voce di Mario è rimasta
ineguagliata? Adesso sì. Adesso stanno riconoscendo che Mario teneva ‘na
bella voce. Però allora molti l’hanno snobbato. Anche come RCA, allora,
abbiamo fatto capriole… nun è che piaceva tanto, eh? Attenzione! Diciamo che
è stato un bel po’ sfortunato anche nella vita privata. Ma di questo non
voglio parlare. Dico solo che se ci sono stati molti problemi è dipeso sempre
da lui. Tu fai succedere le cose. Se non vuoi che succedano ti devi muovere in
un certo modo. Voi due eravate molto legati, vero? Come fratelli. Era un fatto
istintivo, essendo figli d’americani, isso bianco ed je nire eravamo molto
amici. Lui il padre l’ha trovato dopo trent’anni, anche se l’ha trovato
morto. Io mio padre l’ho trovato dopo 50, grazie ad un’amica di mia madre.
Ma non io direttamente. Nel senso che io il contatto non l’ho avuto ancora.
Quindi è vivo? Sì, …così so. Ma non ho ancora avuto nessun contatto. La
realtà è questa qui. Non lo so se l’avrò, chi lo sa. Lo conosci
fisicamente? Ho delle foto. Questo sì. Che cosa ha significato per te crescere
senza padre? Sono sentimenti che ti porti addosso. Mi sono dovuto difendere da
solo. Ma non solo allora: ancora oggi, che ho dei figli adulti! Meno male che
credo di essermi difeso bene. Ti secca di aprirti troppo con gli altri, rivelare
qualche tuo fatto privato? So’ fatti privati però se une ce tene fa n’auta
strada, o’sistema nuoste è chistu ccà. Cambiamo discorso. Si parla molto
della tua polemica con i cantanti napoletani, dicono che hai un carattere un
po’ brusco. E bhe, dicono. Perché lo dicono? Per invidia e, nello stesso
tempo, perché con me non possono far niente. Sono uno che a loro ha insegnato
qualcosa, uno che non ha mai accettato compromessi. Questo è importante! Loro
invece, no. Capito? Hanno paura, è chiaro che hanno paura. Perché io dico la
verità ma loro vicino alla verità avotano a faccia! Non pensi che questo
carattere ti abbia frenato? Potevi fare di più? Meglio così, meglio così! Per
me è meglio così che poi vivere in una società con un’altra faccia. Io sto
meglio, dormo meglio. Anche facendo più sacrifici, ma non mi interessa. Perché
uno deve abbassarsi il pantalone dicendo delle stronzate che non sono vere? Ma a
volte potresti non dire tutta la verità! Secondo me non stai bene poi così. Ma
poi non esageriamo, non sono così irritante! Comunque non è questione di
carattere, attenzione, ma di serietà: cioè a me nun me piaciono “e palle”!
James, i ragazzi ti hanno scoperto perché hai suonato accanto a Pino Daniele,
ti dà fastidio un po’? Il sistema nostro è fatto così, vince la
commerciabilità. Se tu pensi che in tutto il mondo quei musicisti che hanno
qualcosa da dire e suonano ad un certo livello non li conoscono. Anzi io sono
stato fortunato perché con Pino sono stato votato come migliore sassofonista
europeo ed i giovani mi hanno conosciuto, è stata una fortuna. Parliamoci
chiaramente, ci sono musicisti che suonano ad un certo livello che fanno ‘a
famme! Secondo te perché? Perché domina la musica leggera in tutto il mondo;
ed in Italia stiamo ancora più rovinati, non c’è una cultura di base per
queste cosa qua. Se non fosse per la musica napoletana che noi, vuoi o non vuoi,
abbiamo cercato di innovare, sarebbe drammatico. Se vuoi sopravvivere devi fare
come dicono “loro”, devi sottostare ai famosi compromessi, ma io non sarò
mai così. Perché non hai pensato a trasferirti, che so, a Roma o a Milano? Qui
sei legato da sentimenti molto precisi, addore ‘e Napule. Se ti trasferisci
devi vivere in un altro modo in cui non sei abituato. Però da musicista sarebbe
stato molto più vantaggioso vivere da Roma in su, sai la gente è molto
diversa. Nun ce stanno tutte cheste bagarie, questa rivalità non c’è. Già
da Roma in poi. Esiste solamente a Napule. Se a Napoli una buona parte dei
musicisti fosse stata più vera oggi saremmo tutti amici. SIAMO amici, solamente
che ci abbiamo la doppia faccia. Voglio dire: Bennato la pensa in un modo, il
fratello in un altro modo, quell’altro si fa gli affari suoi, quell’altro è
neomelodico, quell’altro è così… Siamo tutti separati. Parla con l’uno e
parla con l’altro e vedi che pensano. Te ponno dicere: Va bbè, nun so’
male, so’ bbrave… ma t’hanno fatto a doppia faccia. Non ti hanno detto la
verità. Per paura di dire la verità e pecché nun so’ oneste, nun so’
leali! Quello è in generale proprio il popolo napoletano che è così. Tu
sostieni che a Milano o altrove non sono così? No! L’ambiente dello
spettacolo non è tutto ipocrita? …Noooo! Ma noi viaggiamo, ‘o ssapimme. Le
differenze sono enormi, proprio enormi, c’è più rispetto. Poi se ne vengono
col carattere! “James tene ‘o carattere forte”!
Che cosa rimpiangi che avresti potuto fare e non hai fatto? Di andarmene in
America. Se a vent’anni avessi fatto così forse sarebbe stato diverso. Non
sto parlando di ambiente. Io qui non è che faccio fatica a vivere ma faccio
fatica a comunicare. Je me sento cchiù napulitane de’ napulitane e però o’
popolo nun s’è abituato ancora. Me vede sempe comme ‘o straniero. ‘O
popolo basta che vede ‘na persona che è un po’ diversa… E’ nu’
straniero. Anche Enzo Gragnaniello quando portava i capelli lunghi era nu’
straniero. Anzi era “uno ca’ nun se capeve ch’era”. S’ha avuta taglià
‘e capille! E’ una lotta, devo difendermi ancora… purtroppo è così. Ma
comme: je so’ napulitane, parlo napulitane! Sì ma io te veco diverso, te veco
nire. Meno male che so’ qualcuno se no facevo fatica a vivere qua! Dagli
Showmen sono passati più di 35 anni eppure io sono ancora qua, mi faccio valere
per quello che sono. Le soddisfazioni sono queste. Mi presenti la tua famiglia?
Mia moglie è calabrese, ho due figli, uno di 33 anni ed uno di 30. Come mai
nessuno di loro ha voluto seguire la tua strada? Secondo me bastavo io. Quali
sono i tuoi progetti, che cosa c’è in cantiere? C’è un grosso progetto però
non posso parlare ancora. Continuo col gruppo. Siamo a 10 LP. La fortuna è
stata questa che dopo 35 anni dètto ancora legge. Ma per serietà non per il
carattere. Se un musicista è più bravo di me io l’adoro. Chi stimi nel
panorama italiano? Io nell’ambiente musicale stimo chi si fa valere sia come
uomo sia come musicista. C’è qualcuno. La musica è fatta di idee. Non
dimentichiamo che esiste un certo Pino Daniele, anche se è commerciale, è un
grande, ha delle cose dentro. In Europa ci sono questi sette-otto gruppi che si
fanno valere, che sono sulla strada giusta. Ma nella musica leggera italiana
salvi qualcuno? No, sono tutti copioni. E’ molto difficile distinguerli pecché
so’ tutt’e stesse. So’ tutte quante buone, se vuoi. Poi ‘e “99 Posse”
si sono fatti un’immagine, come noi di “Napoli Centrale”, gli
“Almamegretta” uguale, Bennato ha il suo volto, Eugenio ce n’ha un altro,
Peppino di Capri anche. Ci sono 10-15 “situazioni” dove ognuno di noi tene
nu’ fatto, insomma, he’ capito... poi lascia sta chi sona meglio e chi
peggio ma l’importante che ce sta nu’ fatto, n’originalità. C’è
qualche domanda non ti ho fatta che avresti voluto che ti facessi, tipo…
“Qual è il tuo sogno”? Cioè si tu nun ‘e fatte altre domande significa
ca’ nun ne putive fa altre. E’ inutile raccontarti il mio sogno: non te lo
posso dire. L’importante è che tu he’ capite ca’ da 35 anne sto’ ccà,
significa c’aggio fatto ‘o musicista, l’omme. Se me chiamma Gino Paoli o
Lucio Dalla pecché me chiammano? E’ per la serietà: je aggio sunate
dappertutto, coi meglio cantante! La gente non mi ha ancora scoperto, cheste è
poco ma sicuro! Pensano che io so’ illeggibile! A ggente quando pensano ‘o
musicista bravo pensano che è illeggibile. Dietro o dentro Napoli Centrale ci
sono delle grosse canzoni che nessuno ancora deve scoprire, hai capito? Ci sono
delle canzoni che sono forti, belle e che sono rimaste nascoste dentro gli LP
perché la mentalità dei mass media e dei produttori è quella lì che noi
dovevamo fare il gruppo d’avanguardia. Insomma non hai ancora dato il meglio
di te. Nun hanno ancora scoperto il meglio di me. In pratica questo è il sogno:
arrivare al popolo. Ma no comme: ‘o tenimme, ‘o tenimme, è bbravo, è ‘o
meglio sassofonista d’Europa …No. Io songo nu’ grande compositore. Hanna
scuprì cheste. Che io faccio è ‘ccose alla grande, he’ capite? Poteresti
scrivere per gli altri. Ci hai mai pensato? Sì questo è stato un mio difetto.
Io ho scritto per gli altri, qualcosa ho scritto. Però non ho mai pensato a
fare i soldi. Ecco: chisto è o fatto della doppia faccia. Io ho sempre pensato
di fare cose che m’ascevano a dint’ ‘o core. E questo forse è stato un
mio sbaglio a livello commerciale. Oggi chesta strada si è aperta. Ho tanti
amici che mi chiedono delle cose… e le farò. Invece prima ero molto chiuso.
So’ stato troppo rigido su certe cose perché sono andato su una strada molto
diritta. Ho fatto tanti sacrifici però oggi se devo fare un pezzo per un
cantante che stimo, certamente gli darò un brano “alla grande”. Come ha
fatto Pino Daniele con Giorgia? Chiaro, chiaro… A proposito, che pensi di Pino
Daniele? Le canzoni di Pino mi piacciono assai. Canzoni che se non fossi stato
“uno molto musicista” avrei composto io. Ma c’è qualche canzone di un
altro che avresti voluto comporre tu? E bbhe… certamente, sì! Ci sono
compositori che riescono a fare cose egregie, e comme no? Come musica italiana
ce sta ’na canzone che me piace assaie, chella e’ De Gerogori: “La donna
cannone”. A me chesta canzone me fa impazzire perché lui è riuscito a t’a
fa vedé proprio e po’ è bella proprio a’ melodia, bellissima. È forte, è
riuscito a fa’ ’na storia forte, sia a melodia e sia… perfetta. E
“Piccolo grande amore”? (proclamata la canzone del secolo n.d.r.) Non centra
niente. È ‘na canzone popolare per i ragazzini ma “La donna cannone” è
un brano ad alto livello che può spopolare da tutte le parti. Poi c’è la
canzone napoletana. Napule ha fatto grandi cose, dal 900 ad oggi, ma nun
fernesce maje, pecché tene ‘o sentimento. Nun fernesce maje, he’ capito?
‘Sti ccose ccà.